
Il decreto del ministero dei Trasporti, previsto per regolare l’uso degli autovelox e semplificare il sistema di multe e ricorsi, ha subito una sospensione inaspettata. Questo provvedimento, annunciato venerdì scorso, è stato bloccato direttamente dal ministro Matteo Salvini. Secondo quanto comunicato dal ministero, sono necessari ulteriori approfondimenti sul testo, attualmente in fase di trasmissione a Bruxelles.
Dettagli del decreto sugli autovelox
Il decreto, che avrebbe dovuto entrare in vigore a partire dal mese di luglio 2025, stabilisce che gli autovelox approvati dal 2017 in poi, già conformi alle nuove norme di taratura, sarebbero stati automaticamente considerati omologati, senza necessità di ulteriori passaggi burocratici. Tuttavia, per gli autovelox più datati, l’iter prevede lo spegnimento degli apparecchi fino al completamento del processo di omologazione. Questo aspetto transitorio, come evidenziato dall’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale (Asaps), potrebbe avere ripercussioni significative durante il periodo estivo, coincidente con l’esodo degli italiani per le vacanze. Infatti, molti dispositivi di controllo della velocità, compresi i Tutor 1.0 e 2.0 sulle autostrade, sarebbero stati disattivati, poiché approvati prima dell’entrata in vigore del decreto ministeriale 282, entrato in vigore nell’agosto 2017.
Le conseguenze della sospensione
La sospensione del decreto ha suscitato preoccupazioni tra gli esperti e le associazioni di categoria. L’Asaps ha avvertito che la situazione potrebbe portare a una sorta di “liberi tutti” sulle strade italiane, specialmente in un periodo in cui l’alta velocità è frequentemente associata a incidenti stradali. Con una distribuzione degli autovelox che varia notevolmente da regione a regione, il provvedimento avrebbe creato disparità nell’applicazione delle sanzioni. Da un lato, avrebbe ridotto i ricorsi contro le multe emesse dai rilevatori più recenti; dall’altro, avrebbe comportato lo spegnimento di numerosi autovelox più vecchi, ancora in funzione e necessari per garantire la sicurezza stradale.
Francesca Ghirra dell’Associazione dei veicoli sicuri (Avs) ha commentato che il ministro Salvini, noto per le sue posizioni contro gli strumenti di moderazione della velocità, dovrà confrontarsi con la realtà delle normative europee. Le polemiche si intensificano anche tra le associazioni dei consumatori, che vedono nella sospensione un ulteriore elemento di confusione in un contesto già complesso.
Reazioni delle associazioni e proposte alternative
Il Codacons ha messo in evidenza che la sospensione del decreto potrebbe portare gli enti locali a utilizzare apparecchi non omologati, aumentando il numero di automobilisti che impugnano le sanzioni elevate dagli autovelox. In risposta a questa situazione, Assoutenti ha suggerito l’adozione di forme di conciliazione paritetica tra Comuni e cittadini, coinvolgendo le associazioni di consumatori. Questo approccio mira a ridurre il numero di ricorsi che si sono accumulati negli ultimi anni, cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza stradale e i diritti degli automobilisti.
La questione degli autovelox e della loro omologazione rimane quindi al centro del dibattito, con la necessità di trovare soluzioni efficaci per garantire la sicurezza sulle strade italiane senza creare confusione tra i cittadini.