
Il Ponte dell’Industria, noto ai romani come Ponte di Ferro, ha riaperto ufficialmente al pubblico il 20 marzo 2025, dopo un lungo periodo di chiusura a seguito di un incendio che lo ha danneggiato gravemente nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2021. Questa storica struttura, risalente al 1863 e caratterizzata da un peso di 876 tonnellate e una nuova larghezza di 8 metri, è stata completamente ristrutturata e ora può sostenere un carico fino a 26 tonnellate, un notevole aumento rispetto ai 7 tonnellate precedenti.
I residenti festeggiano la riapertura
I residenti dei municipi VIII e XI, che da tempo attendevano la riapertura, si sono riuniti per festeggiare questo importante traguardo, passeggiando sul ponte e ammirando le nuove passerelle già completate. Durante l’inaugurazione, è stato annunciato che il ponte servirà anche come snodo per due linee di autobus: la linea 96, che collega la Stazione Ostiense a Corviale, e la linea 780, che unirà Eur, Magliana e Piramide alla Stazione Ostiense. Questo sviluppo promette di ridurre il traffico e di semplificare gli spostamenti per i cittadini.
Il ruolo del Comune e del governo
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha espresso la sua soddisfazione per il lavoro svolto, definendo l’intervento come “straordinario per complessità e tempistica”. Ha ringraziato il governo per la collaborazione e ha spiegato che erano state valutate tre opzioni: restaurare il ponte con una capienza ridotta, chiuderlo o costruire una nuova struttura in occasione del Giubileo. La scelta è ricaduta su quest’ultima, utilizzando tecnologie all’avanguardia, come il jet grouting, per garantire un intervento sostenibile sul Tevere.
Il progetto ha visto un investimento di 18 milioni di euro, di cui 13 provenienti da fondi giubilari e 5 da Roma Capitale. Gualtieri ha sottolineato che il ponte è stato completato in un anno, un risultato notevole per un’opera di tale portata.
Il contributo del Ministero delle Infrastrutture
Il ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato positivamente il completamento dei lavori, evidenziando l’importanza di investire in infrastrutture per migliorare la qualità della vita dei cittadini romani. Ha citato ulteriori investimenti in corso, come i 800 milioni di euro destinati all’acquedotto, sottolineando come opere come il Ponte dell’Industria possano contribuire a riavvicinare i quartieri di Roma.
La fase più delicata dei lavori è stata il consolidamento delle fondazioni, un intervento cruciale per garantire la stabilità di una struttura con oltre 150 anni di storia. Le colonne di grande diametro, posizionate all’esterno delle pile esistenti e spinte fino a 59 metri di profondità, hanno assicurato la solidità necessaria.
Complessità del restauro
Il montaggio e lo smontaggio dell’impalcato hanno rappresentato una sfida significativa. L’operazione, eseguita in più fasi, ha richiesto l’uso di una gru da 600 tonnellate per sollevare le campate. Il restauro delle arcate, affidato a un’impresa specializzata, sarà completato entro l’estate e le arcate saranno reinstallate sull’infrastruttura entro la fine dell’anno.
Questa riapertura segna un nuovo capitolo nella storia del Ponte dell’Industria, restituendo ai romani un’importante via di collegamento e un simbolo di resilienza e innovazione.