Con la nuova legge cambiano le cose: limiti più stringenti e multe dietro l’angolo. Se fai infrazione ti aspetta una vera stangata.
L’eccesso di velocità è sicuramente tra le principali cause di incidenti stradali: aumenta infatti le difficoltà nel mantenere il controllo del mezzo e abbassa i tempi di reazione, portando a salire non solo le possibilità di uno scontro ma i rischi di gravi conseguenze in casi di sinistro. Non sorprende pertanto che nel Codice della Strada le norme in tal senso siano sempre più strungenti e le sanzioni per gli automobilisti che vengono meno ai limiti imposti più pesanti.
Non mancano le polemiche in tal senso, le modalità di utilizzo degli autovelox infatti è spesso al centro di polemiche, per non parlare dei dissensi di parte della popolazione sulla decisione di alcune città di abbassare a 30 Km/h il limite da rispettare. E se si arrivasse ad abbassare addirittura ulteriormente questi limiti? L’ultima decisione del comune italiano va proprio in questa direzione, ed è destinata a far parlare.
Un comune del milanese sta utilizzando gli autovelox presenti sul territorio per sanzionare i mezzi che viaggiano al di sopra dei 10 Km/m. La particolarità è che la nuova norma non si riferisce ad automobili o moto, ma alle biciclette. Questi mezzi sono sempre più utilizzati dai cittadini per il loro essere sostenibili, economici e benefici per la salute, ma essendo mezzi leggeri solitamente non rientrano nel discorso legato ai limiti di velocità.
Il comune di Motta Visconti ha però deciso di invertire questa tendenza, e nella pista ciclabile lungo l’alzaia del Naviglio di Bereguardo ha deciso di imporre il limite di 10 Km/h, e addirittura di predisporre i controlli con gli appositi dispositivi che hanno già “colto in fallo” diversi cittadini, rimasti sorpresi dalla sorprendente multa. La sanzione può rappresentare una vera stangata: come da codice della Strada infatti si può arirvare a pagare dai 168 ai 674 euro.
Non sono ovviamente mancate le polemiche sulla decisione. In molti hanno lamentato il limite eccessivamente basso predisposto, e hanno ricondotto la “stretta” del comune più ad una esigenza di fare cassa che non di reale motivazioni di sicurezza. L’autorità comunale per parte sua si è difesa dalle accuse di parte dei cittadini spiegando la nuova norma con la volontà di tutelare i pedoni che transitano in quel tratto.
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