Donald Trump ha annunciato un incremento significativo delle tasse sulle auto importate negli Stati Uniti, con l’introduzione di una tassa del 25% che entrerà in vigore il 2 aprile 2025. Questa data è stata definita dal presidente come il giorno della “liberazione dell’America”, coincidente con l’attuazione di dazi reciproci nei confronti di quindici Paesi. Secondo Trump, questa iniziativa è volta a incentivare la produzione automobilistica nazionale, ma potrebbe comportare gravi conseguenze per le case automobilistiche che si avvalgono di catene di fornitura globali, con un possibile aumento dei costi per i consumatori americani. La reazione dei mercati finanziari è stata negativa: Wall Street ha registrato una chiusura in calo prima dell’annuncio ufficiale e ha subito ulteriori perdite dopo, con le azioni delle case automobilistiche come General Motors e Stellantis che hanno perso tra il 2% e il 3%.
La decisione di Trump potrebbe innescare tensioni commerciali con l’Unione Europea, in particolare con Paesi come Germania e Italia, oltre a Giappone e Corea del Sud. Attualmente, quasi il 50% dei veicoli venduti negli Stati Uniti è di importazione, e circa il 60% delle componenti dei veicoli assemblati negli Stati Uniti proviene dall’estero. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha espresso il suo disappunto per la decisione americana, definendola “profondamente rammaricante”. Ha sottolineato come le tariffe rappresentino delle tasse che danneggiano le aziende e i consumatori sia negli Stati Uniti che nell’Unione Europea. Von der Leyen ha anche avvertito che l’Unione Europea continuerà a cercare soluzioni attraverso il dialogo, tutelando al contempo i propri interessi economici. Anche il premier canadese, Mark Carney, ha reagito, definendo le nuove tasse un “attacco diretto” al Canada, evidenziando l’impatto che queste misure potrebbero avere sulle relazioni commerciali tra i due Paesi.
Trump ha mostrato fiducia nel fatto che queste misure potrebbero favorire il ritorno della produzione automobilistica negli Stati Uniti, affermando che molte aziende sono già alla ricerca di nuovi siti produttivi. In risposta a domande sui legami con Elon Musk, il presidente ha negato qualsiasi favoritismo, dichiarando che il fondatore di Tesla non gli ha mai chiesto nulla. Non è chiaro se i pezzi di ricambio per auto saranno esclusi dai nuovi dazi, ma è certo che queste misure saranno “permanenti” e si aggiungeranno a quelle già esistenti, entrando in vigore il 2 aprile. Questo giorno segnerà anche l’annuncio delle tariffe reciproche per i “dirty 15”, i quindici Paesi con cui gli Stati Uniti hanno il peggior squilibrio commerciale, molti dei quali appartengono all’Unione Europea. Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero guadagnare tra i 600 milioni e un trilione di dollari in due anni grazie a queste misure, ma ha anche assicurato che i Paesi colpiti saranno trattati con “indulgenza”.
La Commissione Europea ha stimato che le nuove tariffe potrebbero aggirarsi attorno al 20%, colpendo tutti i 27 Stati membri del blocco. Durante i colloqui con i funzionari americani, il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, ha avvertito che una tariffa del 20% sulle importazioni dall’Unione Europea potrebbe avere effetti devastanti. Martedì prossimo, si attende di conoscere le decisioni finali del presidente. Nel frattempo, l’Europa ha già preparato un pacchetto di dazi del valore di 26 miliardi di euro, che entrerà in vigore il 12 aprile. Alcune delle tariffe sono state rinviate dal 1° aprile per evitare una risposta ancora più severa da parte degli Stati Uniti. In particolare, la Francia ha convinto Bruxelles a posticipare l’imposizione di una tassa del 50% sul bourbon, dopo che Trump ha minacciato dazi del 200% su champagne e vino in risposta.
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