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Nel 2025, la storica Ferrari 308 festeggia il suo cinquantesimo compleanno, un traguardo significativo per un modello che ha segnato la storia dell’automobilismo e ha influenzato profondamente la gamma delle supercar. La 308, disegnata da Leonardo Fioravanti, ha saputo combinare un design rivoluzionario e prestazioni eccezionali, mantenendo un legame indissolubile con l’eredità Ferrari. Questo articolo esplora la storia delle diverse versioni della Ferrari 308, evidenziando il suo impatto nel mondo delle auto sportive.
La nascita della 308 GTB
La Ferrari 308 GTB è stata presentata nel 1975 come una delle principali novità della casa di Maranello. Questo modello segnò l’ingresso di Ferrari nel segmento delle compatte GT a motore centrale, confermandosi ben presto un vero e proprio successo commerciale. La 308 GTB, progettata da Pininfarina e costruita presso gli stabilimenti Scaglietti, mantenne il motore V8 della 308 GT4, ma introdusse significative innovazioni, tra cui il sistema di lubrificazione a carter secco. Questa soluzione permetteva di ridurre l’altezza del motore e migliorarne il raffreddamento.
La linea elegante e aerodinamica disegnata da Pininfarina riscosse immediatamente consensi sia tra i critici sia tra gli appassionati, richiamando stilemi già apprezzati in modelli precedenti come la Dino 206 e la BB. Inizialmente, i primi esemplari erano realizzati in vetroresina, caratteristica che li ha resi particolarmente ricercati dai collezionisti. In seguito, per garantire maggiore robustezza e qualità, si passò alla carrozzeria in metallo. Dotata di fari a scomparsa, eleganti prese d’aria e una coda affusolata, la 308 GTB si distingueva per un design distintivo e attraente. Con una potenza di 255 Cv e una velocità massima di 255 km/h, il modello rimase in produzione fino al 1980, confermando il suo status nella storia di Ferrari.
L’arrivo della 308 GTS
Nel 1977, Ferrari proseguì la tradizione della variante scoperta con la 308 GTS. Questo modello, analogo alla Dino, era caratterizzato da un tetto rigido removibile che richiedeva un rinforzo strutturale della scocca per mantenere la stabilità. Pur mantenendo le stesse specifiche tecniche della GTB, la 308 GTS divenne presto un’icona grazie alla sua apparizione nel celebre telefilm Magnum PI, con Tom Selleck, che contribuì a consacrarne il successo popolare.
La 308 GTS riuscì a catturare l’immaginario collettivo, rappresentando non solo una vettura sportiva, ma anche un simbolo di libertà e avventura, incoraggiando gli appassionati a vivere la guida in modo più emozionante e aperto. Il modello, pur avendo mantenuto le stesse caratteristiche meccaniche della sorella chiusa, portò con sé un’ulteriore aura di esclusività e fascino, attrarre collezionisti e appassionati di automobili.
Le versioni 208 GTB e GTS
Nel 1980, prendendo spunto dal successo della Dino 208 GT4, Ferrari presentò le versioni 208 GTB e GTS. Attraverso una riduzione della cilindrata a 2000 cc per agevolazioni fiscali, la casa di Maranello propose un’alternativa più accessibile sul mercato italiano. Nonostante il nuovo motore V8 sviluppasse 155 Cv e permettesse una velocità massima di 215 km/h, le prestazioni risultarono inferiori rispetto alle aspettative di una Ferrari, generando una certa delusione tra gli appassionati. Solo 160 esemplari di GTB e 140 di GTS vennero prodotte fino al 1982, e Ferrari decise di intervenire, introducendo un turbocompressore per aumentarne la potenza.
Dal punto di vista estetico, le versioni 208 non presentavano modifiche evidenti rispetto alla 308, eccezion fatta per il terminale di scarico, ulteriormente adattato alla nuova cilindrata. Nonostante le difficoltà a conquistare il mercato, queste versioni contribuirono a mantenere il nome Ferrari in voga tra gli appassionati, evidenziando la flessibilità della casa nel rispondere alle sfide del mercato.
La transizione verso l’iniezione elettronica
Con l’avvento degli anni ’80, Ferrari introdusse l’iniezione elettronica per le versioni 308, creando così le 308 GTBi e GTSi. Questo cambiamento tecnico rappresentò un passo importante nella riduzione delle emissioni inquinanti, perseguendo al contempo un miglioramento delle prestazioni. Tuttavia, l’implementazione dell’iniezione portò a un calo di potenza, confrontando il nuovo modello con le sue precedenti versioni a carburatore. Il passaggio da 255 a 215 Cv si fece sentire, e molti puristi espressero la propria insoddisfazione, esprimendo preoccupazioni per la perdita di quello spirito Ferrari che aveva reso famosa la marca.
Purtroppo, il mosaico della 308 andava modernizzandosi per rimanere competitiva sul mercato e Ferrari iniziò a considerare ulteriori miglioramenti. Questa situazione condusse alla progettazione della versione con 4 valvole per cilindro, vantando potenza ed efficienza.
L’innovazione delle quattro valvole
Due anni dopo, Ferrari provvide alla sostituzione delle versioni GTBi e GTSi con le 308 Quattrovalvole. Questa nuova generazione beneficiò della ridistribuzione a 4 valvole per cilindro, un’innovazione ingegneristica che portò l’erogazione della potenza a 240 Cv. Di conseguenza, la velocità massima raggiunse di nuovo i 255 km/h, ridando un certo prestigio al modello, che iniziò a essere riconosciuto non solo per le sue linee affascinanti, ma anche per le prestazioni elevate.
A queste nuove specifiche si accompagnarono migliorie estetiche come ritocchi al muso anteriore, interni aggiornati e l’aggiunta di fari supplementari per il lampeggio diurno. Ferrari aveva quindi riuscito a risollevare l’immagine della 308, restituendo ai suoi fan un modello che avesse nuovamente il giusto equilibrio fra estetica e performance, in un contesto in continua evoluzione.
L’epilogo con le 208 Turbo GTB e GTS
Nel 1986, Ferrari completò il ciclo di evoluzione della 208 con l’introduzione della versione Turbo, presentata al Salone dell’automobile di Torino. Con il nome abbreviato divenne semplicemente GTB o GTS Turbo, lasciando nel passato la sigla 208. In linea con il design della 328, la carrozzeria del modello modificato suggeriva modernità e freschezza, mantenendo però il design iconico delle precedenti generazioni.
Uno dei punti salienti di questo restyling fu l’adozione di un motore V8 turbo da 2000 cc, capace di generare una potenza di 254 Cv, superando i 250 km/h in velocità massima. Nonostante fosse riservata esclusivamente al mercato italiano, questa versione ottenne un notevole successo commerciale con 828 esemplari di GTS e 308 GTB prodotti fino al 1989.
L’eredità della Ferrari 308 colpisce per la sua capacità di evolversi pur rimanendo fedele alla tradizione, segnando un’importante pietra miliare nella storia delle automobili sportive e garantendo un posto di rilievo nel cuore degli appassionati anche a distanza di decenni.