
Il Giappone sbaraglia la concorrenza nell'elettrico: ecco come (ANSA) - flopgear
Nel settore automobilistico l’industria giapponese sta compiendo giorno dopo giorno grandi passi in avanti e ha trovato anche la strategia per battere la concorrenza cinese.
L’inizio del 2024 è rassicurante per ciò che riguarda il trend di vendita delle auto elettriche. L’ascesa di tale quota di mercato appare costante e alcuni brand ne stanno giovando più di altri. In particolare, il Giappone sta conoscendo un successo che pianifica da tempo ma rispetto al quale i risultati sono comunque sorprendenti, poiché il full electric avrebbe un pubblico reticente eppure in questo caso no. Anzi, i nipponici stanno mettendo in seria difficoltà la concorrenza principale, ovvero quella cinese.

Un vantaggio al mercato giapponese l’ha dato la programmazione, sospinta dalla consapevolezza già espressa in tempi non sospetti dal Cfo di Nissan, Stephen Ma, che il percorso dell’elettrico non sarebbe stato lineare, bensì accelerato da fasi anche di decrescita del trend. Nessuna linea retta ma fasi alternate, quindi un’affermazione da apprezzare nel lungo raggio e non nel breve periodo.
Inoltre il Giappone si sta concentrando sull’incremento del full hybrid e dell’indebolimento dall’altra parte dello yen. Due condizioni che aiutando i nipponici a proseguire nella progettazione già attiva. Ad esempio, Eiji Fujimura, direttore esecutivo di Honda, ha parlato di un rallentamento della vendita dell’elettrico che comunque non modifica il concetto di base: la ricerca di una tecnologia che consenta di raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio.
Più Giappone che Cina: come i nipponici stanno conquistando il mercato dell’elettrico
I numeri per ora non fanno che dare ragione al Giappone, che sta maturando utili da record per la maggior parte dei brand attivi. Lo conferma la quantità di vetture immatricolate e di rimando sono aumentati i fondi destinati all’elettrificazione. Quest’ultimo un aspetto da tenere in particolare considerazione, poiché significa che il sostegno per la tecnologia e nuove strumentazioni è aumentato, anche per ciò che concerne l’ideazione delle batterie.

Toyota ad esempio sta studiando gli accumulatori allo stato solido, i quali potrebbero rivelarsi come la mossa vincente per aumentare la densità energetica e l’efficienza complessiva dei modelli. Nissan dal canto proprio punta alle batterie LFP, le quali sono più economiche del 30%. Infine, c’è il connubio fra Mazda e Panasonic per la fornitura di batterie. Il Giappone scala la gerarchie velocemente, perché ha in mente un obiettivo: il 40% delle vendite del 2030 a zero emissioni.