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Crisi del Mar Rosso, ci rimettono gli automobilisti: arriva la bufera

L’industria automobilistica non sta di certo vivendo il proprio miglior periodo e la crisi del Mar Rosso sta creando altri problemi.

Il rinnovamento della mobilità a livello mondiale, seguito anche da una serie di disgrazie come la Pandemia per il Covid-19 nel 2020 e le guerre che stanno dilaniando il Paese, stanno causando enormi danni anche all’economia. L’inflazione è sempre più in crescita e lo si vede anche con il costo delle automobili che sta diventando un problema evidente.

La crisi delle auto del Mar Rosso (Canva – flopgear.it)

Non si tratta solo di un continuo aumento dei prezzi delle automobili, ma anche per quanto riguarda la gestione delle quattro ruote, le finanze degli italiani sono sempre di più in difficoltà. La motivazione è che anche il carburante e soprattutto l’assicurazione stanno vedendo una crescita esponenziale dei costi.

Questo è un chiaro ed evidente limite per l’industria automobilistica sempre più in crisi visti anche i continui cambiamenti dettati dalla volontà di portare la produzione sempre più verso una mobilità elettrica. Il cambiamento in questione comporta dei costi non certo limitati, ma le vendite per il momento non stanno di certo andando come sperato.

La guerra tra Russia e Ucraina rallentò moltissimo la produzione di auto nuove, con i chip da installare all’interno dei nuovi mezzi che per un certo periodo sembrarono irrintracciabili. La situazione ora che sta mettendo maggiormente in ansia le grandi realtà a quattro ruote è però legati allo scontro tra Israele e Palestina. Nel Mar Rosso i ribelli Houthi stanno attaccando le navi occidentali e ora i costi si stanno impennando.

Crisi del Mar Rosso: le conseguenze sull’industria automobilistica

I ribelli Houthi si trovano nello Yemen e da diverse settimane hanno deciso di attaccare tutte le navi mercantili che giungono dall’occidente. La motivazione è dettata dal fatto che ritengono che in questo modo si potrà porre fine allo scontro tra Israele e Palestina, attaccando così l’occidente nel cuore della propria economia.

Aumento dei prezzi di ricambio delle auto (Canva – flopgear.it)

Sono molti i colossi automobilistici che in questo periodo hanno dovuto bloccare la propria produzione, con i viaggi nel Mar Rosso che non solo diventano rischiosi, ma allo stesso tempo comportavano ingenti perdite di denaro. Ecco dunque come mai si sta assistendo a un nuovo e continuo aumento dei prezzi.

A mostrare i problemi e i limiti di questa situazione altamente dannosa per tutti, sono i dati riportati da Associazione Nazionale Consumatori e Federazione Italiana Carrozzieri. Questi evidenziano come questa crisi stia portando a una riduzione dei pezzi di ricambio per le automobili, il che sta comportando un sensibile aumento dei prezzi.

Le assicurazioni infatti sono costrette ad aumentare le proprie tariffe, in modo tale da poter rientrare nelle spese. Stando a quanto riporta Gabriele Melluso, il Presidente di Assoutenti, le società assicurative necessitano di un aumento di 635 milioni di Euro e dunque vi sarà un aumento del 5% delle tariffe.

A peggiorare la situazione ci pensa il fatto che i giorni di attesa per la consegna dei pezzi di ricambio è aumentata a ben 60 giorni e inoltre questa mancanza di materiale comporterà anche un sensibile aumento dei furti. Problemi evidenti in tutto il mondo automobilistico italiano e non solo, con la crisi del Mar Rosso che fa tremare i consumatori.

Francesco Domenighini

Sono Francesco Domenighini, sono nato a Brescia il 29/03/1995, e ho iniziato a scrivere con la pagina di calcio internazionale Footbola.it. Dal 2021 scrivo libri a tematica sportiva, in particolare di motori come "Le leggende della Formula 1" e "Ferrari: Storia di una passione rampante". A luglio uscirà il mio decimo libro "Mercedes: leggenda di una stella". Lavoro per Web 365 da gennaio 2022 e dal 2024 conduco la trasmissione "Zona 300", dedicata al mondo del motorsport, su Well Tv, canale 810 di Sky.

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